martedì 16 Agosto 2022

L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO a curo della Farmacia Di Muria

DOMANDA: Dottore, cosa si intende per intolleranza al lattosio?

Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte dei mammiferi e nei suoi derivati, ed è composto da glucosio e galattosio. Per poter essere assimilato, l’intestino deve idrolizzarlo nelle sue due componenti principali e questo compito è svolto dalla lattasi. L’intolleranza al lattosio è una condizione che si verifica essenzialmente in caso di deficienza di lattasi. In assenza dell’enzima, il lattosio resta indigerito nell’intestino ed è attaccato da batteri e altri microrganismi, i quali lo fermentano producendo scorie che causano sintomi mal di stomaco, produzione di gas intestinali e relativo gonfiore, diarrea.

DOMANDA: Come si verifica questa carenza di lattasi?

Innanzitutto è importante non confondere l’intolleranza al lattosio con l’allergia alle proteine del latte vaccino, una realtà più comune durante i primi mesi di vita del bambino; entrambe le condizioni producono un quadro sintomatologico molto simile, ma di norma l’allergia alle proteine del latte vaccino provoca anche orticaria e/o rash cutanei. Per quanto riguarda l’intolleranza, invece, tutti i bambini fino a due anni di età circa producono alte concentrazioni di lattasi per poter assimilare il latte materno. Poi, con lo svezzamento, nelle persone intolleranti l’enzima non viene più prodotto, o viene prodotto in quantità sempre più limitate fino all’età adulta. Questa diminuzione è particolarmente marcata in alcuni soggetti predisposti geneticamente.

DOMANDA: Come si diagnostica l’intolleranza al lattosio?

Anche se molto spesso l’esperienza quotidiana è sufficiente a permettere la diagnosi di intolleranza al lattosio, è necessario procedere a un’attenta diagnosi differenziale con condizioni in grado di innescare sintomi simili, quali sindrome del colon irritabile, celiachia o malattie infiammatorie intestinali. Per dipanare eventuali dubbi è disponibile un test dotato di grande accuratezza e precisione, il breath test all’idrogeno. Si tratta di un test non invasivo e piuttosto specifico che si basa sull’evidenza che, se uno zucchero non viene assorbito a livello dell’intestino tenue, viene fermentato dalla flora intestinale con la formazione di grosse quantità di idrogeno, che in parte viene assorbito nel colon e in parte viene eliminato con la respirazione. Se quindi si somministra lattosio ad un soggetto intollerante e si esegue il breath test sarà possibile rilevare una quota di idrogeno nel respiro esalato superiore rispetto a quella riscontrata prima della somministrazione. Esiste anche un test genetico che si effettua su un campione di saliva.

DOMANDA: Come si cura l’intolleranza al lattosio?                

In caso di intolleranza l’unica cura possibile consiste nell’eliminazione o nella riduzione del lattosio dalla dieta, perché la maggior parte delle persone interessate dal disturbo è in grado di digerire una certa quantità dello zucchero e non ha quindi bisogno di evitare completamente il latte e i relativi derivati. Però eliminare il lattosio dalla dieta non è in realtà così semplice come può sembrare, perché esso non è contenuto solo nel latte e nei suoi derivati, ma anche in molti altri alimenti, quali: caramelle, chewing-gum e snacks; prodotti da forno; precotti; carni trasformate. Quindi è sempre opportuno controllare le etichette e verificare la presenza di ingredienti quali lattosio, latte, formaggio, siero di latte e caseina. Inoltre il lattosio è utilizzato in più del 20% dei farmaci che richiedono ricetta medica e circa il 6% dei farmaci da banco, anche molti tipi pillole anticoncezionali contengono lattosio. In commercio esistono dei preparati a base di galattosidasi da assumere con l’alimento contenente lattosio per facilitarne l’assimilazione.

DOMANDA: Come si può gestire questo disturbo, dr. Di Muria? In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio è possibile mettere in atto una strategia dietetica in tre step che prevede nella prima fase l’eliminazione completa del lattosio, un suo prudente reinserimento nella seconda fase e la gestione quotidiana nella terza, quando si comprende quali alimenti si tollerano e quali no. Attenzione, però: se si elimina il lattosio dalla dieta si potrebbe andare incontro a una carenza di calcio e vitamina D, con la conseguenza di un peggioramento della mineralizzazione ossea; per questo motivo in caso di accertata intolleranza è buona norma includere nella dieta alimenti ricchi di queste molecole o assumere integratori a base di calcio.

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