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Slittò in autostrada, dopo dieci anni risarcito con 10mila euro

10 Gennaio 2020 0
Slittò in autostrada, dopo dieci anni risarcito con 10mila euro

L’Anas dovrà risarcire un automobilista che, a causa di una pozzanghera sulla carreggiata autostradale, slittò con la vettura perdendo il controllo della stessa e finendo contro il guardarail. A sentenziarlo è stato il giudice civile Ilaria Bianchi del Tribunale di Salerno che ha accolto la richiesta dell’avvocato Antonio Cammarota in favore del cliente che ha assistito nella causa durata quasi 10 anni. La sentenza ha confermato la «responsabilità del custode» uniformandosi all’orientamento costante della giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo cui il danneggiato non deve provare nulla (basta che ci sia il fatto storico, l’evento) mentre al custode compete la prova, per essere scagionato, del caso fortuito oppure della forza maggiore. Circostanze, a parere del giudice, non provate. E per l’avvocato Cammarota il principio «si attanaglia in maniera ancora più cogente nei confronti di quelle pubbliche amministrazioni e di quei comuni proprietari di strade che non vengono curate»: se danneggiate, i custodi sono tenuti a ripararle in modo da non incorrere in un danno erariale (oltre al costo della riparazione) a carico dell’amministrazione pubblica e, quindi, di tutti i cittadini: «La sentenza emessa è ancor più rilevante perché si riferisce ad una pozzanghera in autostrada dove la difficoltà di ripulitura è molto più complessa di quella che può avvenire per le strade urbane». In virtù di questa sentenza l’avvocato Cammarota, in qualità di presidente della Commissione trasparenza del Comune, ha disposto una sessione di lavori per acquisire «ogni notizia utile relativamente allo stato di manutenzione delle strade urbane in modo – dove necessario – di eliminare qualsiasi pericolo. Inoltre stabilire anche il carico del contenzioso relativo». Ritornando al risarcimento stabilito dal giudice (circa 10 mila euro per l’automobilista) ritenendo l’Anas, ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile, «responsabile per l’omesso obbligo di custodia», l’incidente avvenne a giugno 2009 lungo la carreggiata nord dell’A3, all’uscita di Pontecagnano, a causa della presenza di un avvallamento ricolmo d’acqua. LA DINAMICA Come verbalizzarono i soccorritori, tra il vecchio tratto autostradale e il nuovo tratto c’era uno scalino sull’asfalto cui seguiva una conca: non segnalato, fece perdere all’automobilista il controllo della vettura nonostante il conducente avesse mantenuto una velocità non elevata a causa di una forte pioggia che riduceva anche la visibilità. Il giudice in sentenza parla proprio di «nessuna condotta imprudente da parte dell’automobilista con l’affermazione in via esclusiva della responsabilità dell’Anas considerando che vi era già stato due anni prima del sinistro l’ultimazione dei lavori con la consegna del tratto di strada al concessionario». (IlMattino)

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