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Le due torri Nicodemi vanno all’asta

24 Agosto 2019 0
Le due torri Nicodemi vanno all’asta

SALERNO. Le torri gemelle vanno all’asta. Pensate per essere un complesso abitativo d’élite, primo tassello di una rivoluzione urbanistica che avrebbe ridisegnato il litorale orientale, le due costruzioni simbolo del progetto Salerno Est cercano adesso un acquirente per non restare un simulacro incompleto. Sarà il curatore fallimentare a gestire la vendita, dopo che nel luglio dello scorso anno il Tribunale ha messo fine con una sentenza di fallimento ai residui tentativi con cui il costruttore Antonio Nicodemi aveva cercato di evitare il crac delle srl «Le due Torri» e Smic, impegnate nel progetto. È nel patrimonio della Smic che rientrano le due torri di 14 piani realizzate in via Degli uffici finanziari, di fronte alla sede dell’Agenzia delle entrate, per le quali si cerca adesso un compratore che possa completarle e, nel contempo, fornire liquidità ai creditori. Insieme ai due edifici saranno oggetto della vendita i locali interrati per il parcheggio delle auto e altri cinque fabbricati più piccoli (da 1 a 3 piani) che dovevano completare il centro residenziale. Prezzo complessivo: quasi 18 milioni di euro (17.763.283), per provare a portare a termine un piano attuativo nato nel 2007 e poi oggetto di tre varianti urbanistiche.
Alle due torri gemelle era stato dato già un nome (Azalea e Orchidea), per i primi cinque piani avrebbero dovuto ospitare attività ricettive extralberghiere mentre nei livelli superiori ci sarebbe stato posto per quasi 140 appartamenti con rifiniture di lusso e vista mare. Tutto inserito in un parco attrezzato in cui si prevedevano negozi, centro benessere, un campo da tennis, persino un asilo a servizio esclusivo dei residenti e due piscine, una olimpionica e l’altra per bambini. Tutto sorvegliato da un impianto di telecamere a circuito chiuso. Per la progettazione architettonica ci si era rivolti a uno studio accorsato, quello fondato a Milano da Maurizio Zito e dalla giapponese Hikaru Mori. Il costruttore Nicodemi, a cui è legata gran parte dell’edificazione di prestigio a Sala Abbagnano, li aveva contattati dopo aver verificato che un’altra ipotesi, quella di rivolgersi a David Chipperfield, avrebbe troppo allungato i tempi. Il progetto che ne era venuto fuori era quello di un complesso residenziale a basso impatto energetico, con pannelli solari, pareti termoisolate, riscaldamento integrato nei pavimenti e rivestimenti di ultima generazione. Un’idea ambiziosa naufragata sotto il peso della crisi del mercato immobiliare e di una riqualificazione urbanistica del litorale che, ancora oggi, stenta a divenire concreta. Nel 2012 il prezzo delle case era stato fissato in una forbice che andava dai 3.200 ai 4mila euro a metro quadrato, a seconda della vista panoramica, ma il numero degli acquirenti si è rivelato al di sotto delle aspettative. Così sono cominciate le difficoltà. I lavori sono andati avanti, contando anche sulle prospettive di sviluppo della zona, ma nel 2014 si sono arenati e il peso delle esposizioni debitorie è divenuto via via incompatibile con ogni ipotesi di rilancio.
Così si è arrivati al fallimento e, adesso, all’avviso di vendita del patrimonio immobiliare firmato dal curatore fallimentare Angelo Sguazzo. Si procederà con una gara telematica asincrona: gli interessati potranno presentare le offerte fino a mezzogiorno del 2 ottobre e poi, se ve ne saranno le condizioni, sarà avviata una gara al rilancio che durerà per ventiquattr’ore. Se l’iter sfocerà già in autunno in una nuova vita del progetto residenziale, o se invece i possibili acquirenti preferiranno aspettare confidando in ribassi del prezzo, è però ancora presto per dirlo. (IlMattino)

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